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Food&Beverage - vivere 15
Ancora poco? Tanto? Partiamo da un dato certo:
venti anni fa l’incidenza era pari al 12 per cento.
Secondo molti osservatori il settore nazionale
“food and beverage” vanta ancora grandi poten-
zialità inespresse. Certo, restano però da affronta-
re e risolvere alcune questioni: italian sounding,
contraffazioni e misure tariffarie che stanno rie-
splodendo in modo pericoloso.
Ciò che davvero continua a sorprendere è co-
munque la vitalità del settore, che a fronte di
una tradizione immensa resta capace di contrad-
distinguersi anche attraverso l’innovazione: na-
Per il 2018 le previsioni parlano di nuovi aumenti, scono nuovi prodotti e gli chef sono sempre più
sia del fatturato complessivo sia dell’export e an- propensi a valorizzare il patrimonio italiano attra-
che le vendite nazionali dovrebbero segnare una verso la sperimentazione.
marginale ripresa in volume e valore. Insomma L’arte di trasformare il cibo con il fuoco prima e
il cibo italiano piace sempre di più. In questo quella di coltivarlo poi hanno permesso all’uo-
quadro positivo l’industria alimentare guarda al mo di abbandonare la sua dimensione nomade e
2020 ponendosi due obiettivi sopra ogni altro. Da diventare stanziale. Da lì sono nati paesi e città,
un lato c’è la quota di export attorno ai 50 miliar- è progredita la civiltà. Per questa ragione ancora
di, come era stato indicato a Expo Milano 2015. oggi l’atto di sedersi a tavola non costituisce solo
Dall’altro un’incidenza del fatturato export su un’esperienza che gratifica i nostri sensi, ma rinvia
quello totale pari al 25 per cento, ossia un quarto. a storie ben più lontane e complesse.

