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10 Andrea Dusio Pubbliredazionale Food&Beverage - vivere 55
Produzioni virtuose per tutelare
Nessuno me l’ha chiesto, ma...
l’ambiente e garantire la qualità
N essuno me l’ha chiesto è giunta anche un altro, appena più recente, l’addio com-
mosso degli studenti alla propria professoressa in
alla fine della sua avventura. Que-
un istituto medio di Mezzago – che mi piacerebbe
sta rubrica, che ha accompagnato
Vivere nella sua storia ormai im-
portante, è stata in questi anni un approfondire, in questo caso magari mettere a con-
fronto o in relazione, come spesso fanno alcuni miei
appuntamento per chi l’ha scritta più rinomati colleghi di quotidiani e settimanali. Il food & beverage dominato dai grandi marchi commerciali che
puntuale e prezioso, una maniera di poter dire con Ma la distanza impoverisce sguardo e discorso, li è un settore fonda- hanno interesse a comunicare al mondo dei
libertà una cosa che gli stava a cuore. Rinunciarvi, ancora al pregiudizio e al luogo comune, peggio al mentale per il nostro consumatori esclusivamente il prezzo, senza
e per mia scelta, è dunque fare a meno di una cosa relativismo, al dire cose che sono l'equivalente di paese, vivace e dalle dimenticare che periodicamente frodi e fur-
preziosa, a cui siamo abituati, ma che dobbiamo altre cose generiche nella impossibilità di poter de- grandi potenzialità. I bizie commerciali vanno a esasperare il clima
imparare a non dare per scontata, la possibilità di finire un proprio pensiero che non sia un'astrazio- mestieri ad esso le- di sfiducia che già aleggia in chi prova a ri-
dire la nostra idea. In questa pagina ho declinato ne, che abbia il palpito della vita vera, consumata gati uniscono antiche spettare l’etica produttiva e le regole del gioco.
quest’opportunità dando fondo alla mia fame di in un luogo.
una scrittura senza centro, un po’ episodica e margi- L’esperienza di Vivere nasceva in un momento in tradizioni e raffina- Dall’altra parte abbiamo molti produttori locali
nale a volte, focalizzata su cose che in qualche caso cui lavoravo nella redazione di quello che sarebbe tezze tecnologiche che, nonostante ciò, continuano a mantene-
sembravano non interessare a nessuno altri che a diventato di lì a breve il gruppo editoriale Tespi, pro- sempre più forti tra re in vita l’immenso patrimonio olivicolo
me, e altre erano fondamentali per tutti tranne che babilmente il più importante esistente sul territorio la sfera creativa e le nazionale. È un modello di produzione vir-
per il sottoscritto. brianzolo. Allora vivevo a Milano, e di lì a breve con conoscenze di carattere tecnico e organolettico. tuoso perché assicura la tutela del paesaggio e
C’è però un punto rispetto a cui non posso più Michele Mauri avremmo scritto il libro “VistaLario”, Tutto il mondo vuole mangiare e bere dell’ambiente e garantisce produzioni di pregio
concedermi ulteriore indulgenza con me stesso. dedicato al Lago di Como. La mia famiglia ha una italiano: siamo la nazione del mondo con il qualitativo non riproducibile nelle dimensioni
Ormai da anni vivo a Roma, anche se sono spesso lunga storia di frequentazione di Varenna e della maggior numero di biodiversità, abbiamo il industriali.
a Milano. Ragioni lavorative mi hanno portato sino sua montagna, frequentazione che col tempo si è maggior numero di piatti e una differenza stra-
al 2015 a Monza, dove qualcuno mi ricorderà nelle trasformata in parentele, relazioni, ricordi. Nel ci- ordinaria da provincia a provincia, insomma
mostre di Caravaggio fatte a Villa Reale. Si poteva, mitero di Perledo sono alcuni miei cari, e le istan- una grande diversità enogastronomica che può
ci ho sperato, dare continuità a quell’esperienza, tanee che conservo dei miei nonni, quelli paterni
e in quel caso avrei ancora potuto frequentare la a Varenna e quelli materni a Perledo, sono uno dei portare dei grandi vantaggi nel settore turistico,
Brianza. Oggi mi ritrovo a pensare che quest’anno motivi che mi spinse a scrivere quel libro. Un’altra della ristorazione, alberghiero, agroalimentare
probabilmente non ho mai attraversato il territorio connessione forte col territorio, che il tempo sman- e anche nell’industria della trasformazione.
dove nasce, viene scritto, pubblicato, distribuito e gia come smangia tutto, anche i ricordi più forti e Impegnarsi perché il cibo, e con questo inten-
letto Vivere. E questo produce un eetto innegabile: persistenti. do anche il vino e le bevande naturali, diventi
non so più bene di cosa stia parlando. La scrittura, Resta lo spazio per ringraziare l’amico Michele Mau- sempre più buono, pulito e giusto significa
in primis il giornalismo, chiede una giusta distanza. ri, con il quale abbiamo condiviso quest’avventura, lavorare su due fronti. Il primo riguarda la ne-
Se sei troppo vicino alle cose rischi di non vederle Paolo Bellavite, che ha sempre compreso e pubbli- cessità di tutelare e far emergere le produzioni
nella loro interezza. Di contro però se sei troppo lon- cato i punti di vista espressi in questo spazio, anche agroalimentari che vanno in questa direzione;
tano non le vedi proprio. E questo è quanto ormai quando non erano in linea con le sue idee, la sua il secondo, strettamente connesso al primo,
accade a me. Non è una cosa che mi fa piacere, anzi. splendida famiglia, la redazione e tutte le persone riguarda la necessità di trasmettere al consu-
Perché fa il pari con la consapevolezza di aver perso dell’azienda, che in maniera così importante contri-
un po’ le proprie radici. Ma non è possibile scrivere buiscono quotidianamente con straordinario impe- matore i migliori strumenti per una scelta con-
di una realtà di cui non si abbia più una conoscenza gno al successo di Vivere. sapevole.
diretta. Questa rubrica ha spesso discusso di mas- Ho un ricordo molto bello delle prime riunioni fatte La filiera dell’olio extravergine di oliva
simi sistemi, ma lo ha fatto sempre partendo dal per preparare il giornale, in cui si discuteva anima- racchiude in sé tutta la complessità di questa
presupposto di una conoscenza del territorio che tamente. È una fase molto bella quando si proget- missione. Da una parte troviamo un mercato
era condivisione di un modo di essere e di sentire. tano i primi numeri, ci si conosce, ci si confronta.
Senza il quale diventa un monologo, quando inve- Qualche volta può essere faticoso. Allora fu soprat-
ce mirava a essere un dialogo, un modo di tenere tutto divertente. Carmen Zotti - www.terredicarmen.net
un filo che ormai non c'è più. Il territorio pone que- Grazie infine a voi, cari lettori. Nessuno ve l’ha chie-
stioni – un esempio su tutti, l’episodio di bullismo sto, ma spero di avervi intrattenuto con un po’ d’in- info@terredicarmen.net - Tel. 031.5380022
scolastico di Vimercate di qualche settimana fa, ma formalità e senza eccedere nei luoghi comuni.

