QUATER PASS IN AUTUNNO: RIFUGIO OMIO VAL MASINO

QUATER PASS IN AUTUNNO: RIFUGIO OMIO VAL MASINO

L’autunno è la stagione dei colori che scaldano il cuore, il rosso, il giallo, l’arancione, il marrone, è la stagione della zucca e delle caldarroste. L’autunno è la stagione in cui le idee per vivere la montagna potrebbero essere infinite. E, in un mondo che ci riserva sempre meno spazi e sempre più schemi, è importante poter ancora respirare liberamente. Respirare aria buona anche a due passi da casa, respirare con la mente, lasciarsi trasportare negli spazi liberi.
Per farlo occorre però compiere un gesto che solo di recente abbiamo ripreso a fare: camminare.

Oggi vogliamo suggerirvi per il weekend un itinerario in Val Masino per riscoprire la bellezza della natura, non solo nella bella stagione.

 

Il percorso

Inizio escursione: Bagni di Masino (m 1172)
Accesso: Lecco-Colico-Ardenno-S. Martino
Durata percorso: ore 2.30
Dislivello: m 950
Attrezzatura: per escursioni

Val Masino: Bagni di Masino

La strada che sale in Val Masino si aggira nell’ultima parte attraverso numerosi massi erratici e, dopo aver superato il più appariscente di questi, il Sasso Remenno, famosa palestra di arrampicata moderna, giunge a San Martino (m 923), alla testata della valle. Mentre sulla destra si apre la stupenda valle di Mello, sulla sinistra una tortuosa strada asfaltata sale in pochi chilometri ai Bagni di Masino (m 1172), antiche Terme situate in un fitto e umido bosco.

 

Baite e rifugi

Appena fuori dal piccolo abitato e superato un breve tratto fuori dal bosco, si inizia a salire tornando tra gli alberi. Poco prima di raggiungere le baite di Cortevecchia (ore 0.30 – m 1405), dove il sentiero ritorna pianeggiante, si lascia la traccia principale che prosegue verso il rifugio Giannetti e, piegando decisamente a sinistra, si torna a salire.

 

Il rifugio Omio

Fuoriusciti dal bosco si traversa verso sinistra un caratteristico costone roccioso con alcuni ricoveri per animali e, raggiunti i prati aperti, si sale ripidi e veloci al rifugio Omio, ormai ben visibile al culmine degli ampi pascoli (ore 2.00 – m 2100).

Immagini blog

I panorami

I panorami possono già correre oltre il solco scavato dai ghiacci della val Porcellizzo e della val di Mello, dalla Cima di Calcorto alla Cima di Castello, dalla Punta Rasica al Picco Luigi Amedeo, fino ai Torroni e ala regina della valle: il Monte Disgrazia.
Le Orobie sembrano lontane e suggestive, mentre i vicini picchi granitici che sovrastano il rifugio richiedono più di una semplice occhiata.

 

Passo dell’Oro

Non resta che godere la tranquillità del luogo, anche se la giornata potrebbe essere conclusa ancora meglio salendo al vicino passo dell’Oro (ore 1 – m 2574), traversando sulla destra del rifugio e salendo un poco ripidi nell’ultimo tratto, da dove la vista si apre spettacolare sull’incassata val Codera e sulle cime più belle che cingono la val Chiavenna.

 

La discesa

La discesa si effettua tranquillamente per lo stesso itinerario di salita in poco più di un’ora.

 

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Autore: Giacomo Scaccabarozzi