I Passaporti dei Promessi Sposi: un’esposizione creativa sui personaggi del Manzoni

I Passaporti dei Promessi Sposi: un’esposizione creativa sui personaggi del Manzoni

Dodici passaporti: dodici anime, dodici volti, dodici video e voci di persone che raccontano il romanzo, che squarciano la finzione romanzesca e il linguaggio letterario. Dal 15 ottobre al 7 novembre I Passaporti dei Promessi sposi.

 

Un’esposizione creativa

Dal 15 ottobre al 7 novembre nelle Sale della Torre Viscontea potrai assistere a una lettura diversa del capolavoro del Manzoni. Un’esposizione creativa, digitale e interattiva, con i personaggi presenti che, attraverso la foto del passaporto, ci fissano, ci parlano di loro stessi, delle loro vite e dei loro pensieri più nascosti.

 

Il progetto: I Passaporti dei Promessi Sposi

Un progetto rivolto a tutti, sia a chi dei Promessi Sposi “ha solo sentito parlare” sia a chi li legge una volta l’anno. I personaggi sono catturati in una scheda anagrafica con le loro caratteristiche somatiche e le loro generalità. Dodici passaporti dei Promessi Sposi raccontati dai loro personaggi “contemporanei”.

 

I passaporti

I passaporti sono riprodotti in una forma grafica originale e fedele a un documento di identità, perfino nella consistenza delle copertine comunicano l’autorevolezza e la sensazione rassicurante di un documento vero, che rende palpabile l’identità perché la cristallizza. Allo stesso modo questi passaporti strappano i personaggi al limbo sfocato nel quale sono imprigionati, ed eccoli qui tra noi.

 

L’evento: quando e dove

Il Comune di Lecco riserva alla mostra-evento “I Passaporti dei Promessi Sposi” la trecentesca Torre Viscontea dal 15 ottobre al 7 novembre, in occasione dell’Ottobre Manzoniano. Un progetto che rifiuta con elegante irriverenza qualunque tributo alla tradizione; una sorgente d’acqua fresca e al tempo stesso una fonte inesauribile di provocazioni e riflessioni sul mondo contemporaneo.

L’Alessandro contemporaneo

Dicono che Alessandro Manzoni fosse un gran camminatore. Nell’addio di Lucia risuona l’addio di Manzoni ai luoghi della sua giovinezza che ha portato con sé nella vita e ha fuso nel suo romanzo. Ma soprattutto, ha portato con sé i volti delle persone che ha conosciuto.