Museo etrusco a Milano: la cura dell’arte nel segno degli Etruschi

Museo etrusco a Milano: la cura dell’arte nel segno degli Etruschi

Siamo al rush finale per il progetto della Fondazione Luigi Rovati che porterà nel cuore di Milano, a Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro, un sensazionale e innovativo museo di arte etrusca.

 

Museo etrusco a Milano

È prevista per la fine del 2021 l’inaugurazione del nuovo Museo etrusco a Milano. Il progetto nasce grazie alla Fondazione Luigi Rovati per valorizzare una raccolta di reperti provenienti da più collezioni private.

 

Fondazione Luigi Rovati: filantropi nel DNA

Giovanna Forlanelli con il marito Lucio Rovati e la figlia Lucrezia, insieme hanno dato vita nel 2016 alla Fondazione Luigi Rovati. L’attività filantropica della famiglia è assai intensa e molti dei loro sforzi sono stati rivolti a sostenere il territorio brianteo.

museo etrusco a milano

Quattro chiacchiere con Giovanna Forlanelli Rovati

Possiamo dire che siete giunti in dirittura d’arrivo?

Credo proprio di sì. L’intenzione è quella di aprire al pubblico a dicembre.

Che tipo di museo sarà?

Sebbene si stia parlando di un museo di un museo di archeologia abbiamo voluto garantire un approccio fortemente innovativo a tutta l’iniziativa.

Com’è stato individuato il luogo per ospitare il museo?

Abbiamo scelto la città di Milano per la forte vocazione internazionale, lo sguardo aperto sul mondo. Poi è arrivata la possibilità di acquistare un edificio in corso Venezia e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione. Le sale di Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro ci sono parse perfette.

Com’è nata l’idea di aprire questo museo?

La nostra è una famiglia di collezionisti. Mio suocero era un appassionato di arte classica, longobarda e bizantina, mio marito invece di arte etrusca. La sua raccolta ha dato l’impulso iniziale, ma il vero nucleo centrale è composto dalla collezione Cottier Angeli. Poi via via si sono aggiunte altre raccolte.

 

“Abbiamo messo a punto un percorso innovativo, che non è guidato né da un criterio cronologico né da uno tematico. È la storia di ogni singolo reperto ad emergere e a parlare al pubblico.”

Leggi l’intervista completa sul numero di Vivere – Arte & Cultura