Carta trattata e carta naturale: una carta per ogni utilizzo

Nell’ultimo articolo del nostro blog riguardante la carta (Carta per ogni scopo e utilizzo: come scelgo la carta per i miei prodotti?) ci eravamo lasciati sulla distinzione tra carta naturale e carta trattata.

 

Carta naturale

La carta naturale, o usomano, è quella che normalmente viene usata per i quaderni, cioè per scrivere a mano, e per gli interni dei libri. La qualità, ovviamente, varia moltissimo a seconda della quantità di legnina e della lunghezza delle fibre che dipende dal tipo di albero da cui è estratta la cellulosa. Le latifoglie, per esempio, hanno la fibra corta e quindi producono carte più opache. Esistono anche carte naturali più preziose ricavate da cellulosa pura, senza lignina. A dispetto del suo nome, la carta naturale può subire trattamenti superficiali come la collatura, la lisciatura e la calandratura.

 

Collatura, lisciatura e calandratura

Con lisciatura si intende il livellamento delle asperità ottenuto attraverso il passaggio tra due rulli, generalmente in acciaio. Questa operazione migliora il contatto tra forma e carta, ottenendo quindi un miglior trasferimento dell’inchiostro.

La calandratura è un’operazione che serve a produrre liscio e sviluppare lucidità. È utilizzata per carte rotocalco, flessografiche e carte tecniche che devono esser spalmate con altri prodotti.

Con la collatura invece viene stesa sulla superficie una patina di colla per non far sbavare l’inchiostro.

 

Carta trattata

Se vogliamo un supporto da stampa particolare ed esteticamente più accattivante esistono carte marcate a feltro, goffrate e vergate, filigranate, patinate.

Marcate a feltro

Si ottengono stendendo i fogli ancora bagnati su tappeti di feltro in modo da riprodurne il disegno e le irregolarità. È un tipo di carta che viene spesso utilizzata in editoria perché al tatto dà una sensazione di matericità e porosità che altre carte non danno.

Goffrate

Carta in finta tela o pelle che si ottiene con il passaggio dentro dei rulli che imprimono un disegno più regolare rispetto quello lasciato dal feltro. La differenza tra vergato e goffrato dipende dal tipo di disegno. Anche questo tipo di carta è usato in editoria, soprattutto sulle copertine.

Filigranate

Ottenuta con un rullo ballerino che schiacciando leggermente la carta ancora umida crea un’impronta che si può vedere in trasparenza. È il caso delle banconote, ma anche di carte speciali di libri preziosi o di album da disegno che lasciano intravedere un disegno all’interno. A differenza delle carte marcate a feltro o goffrate, nel caso della filigrana il disegno è nell’impasto e non impresso a posteriori sulla carta.

Patinate

Sono supporti fibrosi sui quali sono stati stesi più strati di patina su entrambe le facce del foglio. La patinatura conferisce caratteristiche ben precise al foglio, lo rende più liscio e generalmente più bianco. Generalmente si usano per le riviste tanto che, per estensione, l’aggettivo “patinato” è diventato sinonimo di elegante e prezioso. Invece la patina è ottenuta aggiungendo alla cellulosa una quantità di carbonato di calcio, cioè sasso in polvere, che si aggira intorno al 30 per cento. Ne consegue che questo tipo di carta pesa di più, ma a parità di peso costa meno, perché il calcio è meno caro della cellulosa. Ed è quindi molto meno preziosa ed elegante degli altri tipi di carta trattata.

Insomma, ci sono molti tipi di carta ognuna più appropriata per uno scopo e un utilizzo.
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